Evviva Carnevale di Gianni Rodari

Evviva Carnevale!

  

di Gianni Rodari

Questo libro è una piccola antologia di filastrocche e poesie scritte da Rodari, selezionate tra quelle delle sue maggiori raccolte; l'argomento che le accomuna è il Carnevale, da lui sentito come momento di festa, ma anche di riflessione.  

"Se comandasse Arlecchino" - dice Rodari - "il cielo sai come lo vuole?/ a toppe di cento colori/ cucite da un raggio di sole".

Ecco allora che il linguaggio fluido e quotidiano delle sue straordinarie immagini poetiche evoca personaggi colorati che illuminano il grigio e svelano il cuore caldo del freddo inverno. Ma lo stile incomparabile di Gianni Rodari ci fornisce una chiave di lettura più profonda, celata dietro alle allegre mascherine. Il vestito rattoppato di Arlecchino*, la fame cronica di Pulcinella*, la stupida avarizia di Pantalone* non sono altro che alcuni aspetti del faticoso vivere quotidiano patrimonio comune di tutti noi esseri umani. La grande umanità di Rodari si rivela in questa capacità di raccontare ai piccoli lettori l'umano sentire con i versi leggeri delle filastrocche.

*Arlecchino: originario di Bergamo poi si trasformò in veneziano, è il servo apparentemente sciocco ma in realtà furbo e simpatico.

*Pulcinella: napoletano, simbolo del dolce far niente.

*Pantalone: mercante veneziano, avaro e brontolone, legatissimo ai soldi.

L'autore:

Gianni Rodari è nato a Omegna (sul lago d'Orta) nel 1920 e morto a Roma nel 1980.

Nel 1937 si diplomò maestro elementare a Varese. Fece l'istitutore presso una famiglia ebrea e poi fu maestro elementare in diversi paesi del Varesotto. Valutato «insufficiente» come insegnante, perché si era rifiutato di assumere un incarico nel partito fascista, Rodari, dopo il 25 luglio 1943 incominciò la collaborazione con «resistenti comunisti» e l'anno dopo, nel maggio 1944, si arruolò nella Squadra di azione Patriottica di Saronno. Dopo la fine del conflitto, nel marzo 1947, fu chiamato a «L'Unità» di Milano come inviato speciale. Sul quotidiano pubblicò le prime filastrocche per bambini. Nel 1950, a Roma, diresse «Il Pioniere», cui diede un significativo contributo come scrittore e come organizzatore di un progetto educativo.  Nel 1970 vinse il Premio Andersen, prestigioso riconoscimento alla sua opera di scrittore per l'infanzia.